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17/03/2016

Donne, scienza e pregiudizi


Nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) sono ancora gli uomini a farla da padrone. Se si considerano solo i neolaureati in queste materie, in Italia le donne costituiscono il 47,9 per cento; peggio ancora in facoltà come informatica, dove le donne sono solo il 24 per cento, o ingegneria, con il 21,7 per cento. A tenere le ragazze lontane da questo mondo contribusce una serie di pregiudizi che le indica come "non portate" e che, come in una profezia che si autoavvera, finisce per scoraggiarle e indirizzarle automaticamente altrove.

I pregiudizi continuano anche dopo, quando le donne che hanno deciso di studiare e lavorare in questi settori si ritrovano con stipendi più bassi e subiscono trattamenti discriminatori.

Eppure il mondo STEM produce sempre più ricchezza e occupazione e generare un numero maggiore di questi lavori è un'enorme opportunità per l'economia: le barriere di genere sono un ostacolo inaccettabile.

 

Fonte: Nicolò Cavalli, «I pregiudizi tengono le donne lontane dalla scienza», Internazionale, 17 marzo 2016.

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