Recensioni

28/06/2016

«Le infiltrate»: cosa ne pensa la mamma della più giovane digital champion italiana


Valeria Cagnina ha 15 anni: con il suo robot nel 2014 è diventata la più giovane digital champion italianaDi lei si parla anche nel libro Le infiltrate di Nicola Palmarini, nel capitolo «Il tempo delle infiltrate». L'autore l'ha incontrata insieme alla sua famiglia da Champs, un ristorante appena fuori dal Mariott in Kendall Square, Cambridge, Massachusetts:

«Valeria non ha ancora una coscienza precisa delle lotte di molte prima di lei, eppure ha capito benissimo che quello di cui ha passione non è così comune o scontato tra le sue pari. Di una cosa però è certa: non ha paura. Di provare, toccare, sperimentare ogni cosa, qualsiasi cosa, basta che si possa montare, modificare, far interagire. Non ha paura di non essere capita: parla un linguaggio trasversale capace di essere inteso da chi interessa a lei. Non ha paura di saltare i convenevoli, le regole, le faccende burocratiche se si frappongono tra lei e quello che sta cercando. Ogni secondo perso a non imparare quello che le interessa è un secondo buttato. I suoi genitori la guardano, sorridono, si scherniscono con la giusta timidezza di chi capisce molto senza necessariamente fingere di capire tutto. Sanno solo che è giusto così, sanno solo che Valeria non sarà più un’infiltrata, sarà una – tra tante donne – libera di essere quello che ha immaginato di essere nei propri sogni.» 

L'intero capitolo è stato pubblicato su Wired.

 

Qui la recensione di Liliana Monticone, la madre di Valeria.

 

«#‎LeInfiltrate‬ di Nicola Palmarini è un libro da leggere tutto d'un fiato. Uno di quei libri che non lasciano indifferenti. Un libro che fa dire bianco o nero, senza mezze misure. Un libro che fa riflettere.

Si è parlato di tante cose quella sera da Champs, io principalmente ascoltavo pensando a quanto è lontano il mio mondo dal mondo che è – e sarà – di Valeria. Pensavo a quanto quel mondo mi affascina, ma a piccole dosi, perché comunque non è in quel mondo che potrei trovare la mia realizzazione e la mia felicità. Questione di scelte, è un mondo che non mi appartiene.

Immersa in quei pensieri riflettevo sul fatto che, tutto sommato, un libro come Le Infiltrate fosse un po’ scontato. Possibile che oggi in Italia si debba spiegare ai genitori che le ‪#‎STEM sono adatte anche alle ragazze? Un'ovvietà e una banalità in quello che è il mio mondo!

Poi, qualche mese fa, ho incontrato, mio malgrado (in Italia!), un altro mondo ancora, realtà indescrivibili e diffuse a macchia d’olio.
Le ho incontrate nella scuola, nelle famiglie, nei genitori, negli educatori,… Ho incontrato pregiudizi incredibili, lavaggi del cervello, ricatti, manipolazione, divisione, e molte altre cose ancora.

Ho incontrato una scuola auroferenziale fatta di ignoranza e prevaricazione, che si alimenta in un sottobosco di famiglie che le danno carta bianca in nome della sua istituzionalità. Ho incontrato ragazze perfettamente inserite e parte attiva di un sistema folle, che le vede etichettate alla nascita, fare per tutta la vita ciò che gli altri si aspettano da loro.

Ho scoperto questo e molto di più in un mondo in cui Le Infiltrate diventa un libro indispensabile.

Finché vedremo intorno a noi anche un solo genitore che sceglie per i figli anziché renderli autonomi, un solo padre che decide la scuola per i figli, una sola scuola che tarpa le ali con nozionismo inutile e prevaricazione, una sola madre che fa firmare tutto al marito, anche un banale avviso scolastico, un solo ragazzo che arriva alla maggiore età senza aver mai preso un treno o un aereo da solo [...], finché tutto ciò non sarà completamente debellato, datemi retta: regalate #leInfiltrate e supplicate che venga letto!»

 

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