Recensioni

23/02/2017

«Le infiltrate» su Bossy.it: cosa ci stiamo perdendo?


E se, parlando di gender equality, ribaltassimo la prospettiva? Se invece di «più donne ai vertici» cominciassimo ad agire in modo da attrarre più donne «alla base della piramide»? È questa la domanda che si pone e ci pone Giulia Lanfredi nel suo articolo pubblicato su Bossy, dove il libro di Nicola Palmarini Le infiltrate. Ragazze e tecnologia, stereotipi e opportunità diventa lo spunto per parlare della questione «donne e STEM».

Le statistiche, lo sappiamo, non sono confortanti e i luoghi comuni stentano a morire: «le donne non sono portate» o «alle ragazze non piacciono le materie scientifiche» sono frasi che ancora oggi non è così difficile sentire. Pregiudizi e preconcetti che spesso portano le ragazze ad allontanarsi da un mondo che invece ha bisogno di loro, e non solo ai piani alti.

Scrive infatti Giulia Lanfredi: «La storia non ha mai dato alle donne la possibilità di mettere in pratica la loro logica, il loro punto di vista: il potere, per come siamo abituati a considerarlo, è frutto di un paradigma maschile e puntando solamente alla leadership si gioca sempre allo stesso gioco, solo con giocatori diversi». Abbiamo bisogno di sapere come sarebbe il mondo se ci fossero più donne a occuparsi di questioni come l’ambiente, la lotta al cancro, lo sviluppo dei paesi poveri, tutte sfide che la scienza e la nuova tecnologia ci aiuteranno ad affrontare. Abbiamo bisogno di una società nuova, di cui le donne devono fare parte, da cima a fondo.

 

 

 

Giulia Lanfredi, «STEM e donne: cosa ci perdiamo finché saranno solo delle “infiltrate”», Bossy, 22 febbraio 2017

cover infiltrate